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ELEZIONI COMUNALI VERONA
FEDERICO DAL CORTIVO PER LA SICUREZZA
RASSEGNA STAMPA
Mercoledì 20 Dicembre 2006 –da l’Arena
I dati sull’ordine pubblico che confinano il territorio scaligero in parte bassa
della classifica accendono la polemica politica
Ma la Lega va all’attacco dell’assessore
«Pernigo si dimetta». E lui: «Perché? I dati riguardano tutta la provincia»
di Enrico Santi
«L’assessore alla sicurezza Elio Pernigo deve dimettersi subito». A chiederlo,
sulla scorta dei dati riguardanti l’ordine pubblico pubblicati dal Sole 24 Ore,
sono il consigliere comunale della Lega, Paolo Tosato, e il responsabile
provinciale del partito per la sicurezza,
Federico Dal Cortivo.
«La responsabilità di questo degrado», denunciano gli esponenti del Carroccio,
«con Verona che scivola dal 92° al 97° posto nella classifica dell’ordine
publico, con una microcriminalità che ci pone al 76° posto, nonostante le nostre
ripetute denunce, le segnalazioni e le richieste dei residenti che si sentono
totalmente abbandonati è in primis del sindaco Zanotto e, a seguire,
dell’assessore alla sicurezza Pernigo, al quale rinnoviamo l’invito a dimettersi
per incompetenza totale». Nel lanciare le loro accuse, Tosato e
Dal Cortivo,
ieri a Palazzo Barbieri, erano accompagnati dall’assessore provinciale alle
politiche per la sicurezza, il leghista Giovanni Codognola, e dal segretario
provinciale dell’Ugl-polizia di Stato, Angelo Calvario.
I rappresentanti della Lega ne hanno anche per il comandante della polizia
municipale, Luigi Altamura, «latitante sul fronte sicurezza» e per il questore
Luigi Merolla, «che lancia messaggi tranquillizzanti». Ma alle loro critiche non
sfugge nemmeno la magistratura «che spesso vanifica con scarcerazioni facili
quel poco di buono che viene fatto». Per Tosato «ci sono zone in città che
devono essere costantemente tenute sotto controllo, come piazza Pradval, via
Bassa a Golosine, la stazione ferroviaria, piazza Santa Toscana e via Cantarane
a Veronetta... Il sindaco Zanotto, poi, deve partecipare ai vertici sulla
sicurezza in prefettura, non delegando tutto a Pernigo, per chiedere un
coordinamento sul territorio di tutte le forze dell’ordine per stroncare sul
nascere la delinquenza».
Di dimettersi, tuttavia, l’assessore comunale non ci pensa nemmeno. «E perché
mai?», esclama. «Le statistiche pubblicate dal Sole 24 Ore», commenta, «parlano
di sicurezza come fatto di ordine pubblico. Questo è un tema che riguarda
principalmente le forze dell’ordine, il cui impegno, tuttavia, è sotto gli occhi
di tutti. La nostra polizia municipale è al loro fianco nella lotta alla
microcriminalità, ma non può certo fare opera di prevenzione del crimine. E
poi», sottolinea con un chiaro riferimento all’assessore leghista Codognola, «i
dati pubblicati riguardano tutto il territorio provinciale, non solo la città, e
si riferiscono al 2005. Quest’anno, secondo quanto ha riferito lo stesso
questore, si è registrato un netto calo dei reati rispetto all’anno precedente».
Citando il sondaggio d’opinione pubblicato dal quotidiano economico a corredo
dei dati, l’assessore aggiunge: «A Verona e provincia, poi, lo dice la ricerca
del quotidiano economico, la percezione della sicurezza è abbastanza buona e
questo è un dato che ci conforta, come ci confortano gli interventi della
Finanziaria in termini di uomini e mezzi per le forze dell’ordine».
Pernigo rispedisce al mittente sia le accuse che le richieste di dimissioni. «È
un attacco strumentale. Per la sicurezza stiamo facendo tutto quello che è di
nostra competenza. Tornando ai dati del Sole 24 Ore, notiamo che ad alzare la
media sono i furti d’auto... Il fatto che Verona sia messa peggio di Napoli in
questa classifica, poi, come ha rilevato lo stesso prefetto, la dice lunga
sull’attendibilità dello studio che si basa, evidentemente, su elementi che non
possono dare il quadro reale della situazione».
La richiesta di dimissioni all’assessore comunale alla sicurezza è stata
lanciata durante una conferenza stampa convocata dalla Lega per denunciare «la
situazione vergognosa dei giardini di piazza Pradaval, centro di spaccio della
droga a cielo aperto a due passi dalla Bra, meta di sbandati, barboni e
zingari». Il parco, secondo gli esponenti della Lega, «è off limits per gli
anziani, i bambini, le famiglie, gli studenti». E «lo stesso spettacolo»,
affermano, «si ripete sul retro del parcheggio Arena, nei pressi di due scuole
superiori e della Facoltà di giurisprudenza, dove ci si buca in pieno giorno», e
davanti al supermercato Pam di via dei Mutilati. «Via Pradaval», sostengono, «è
dei cittadini e non dei malavitosi, ma prima è essenziale riportare l’ordine e
la legalità».
La Lega chiede controlli costanti della polizia municipale e della polizia di
Stato, anche attraverso telecamere, e un’opera di riqualificazione e di recupero
dell’area dei giardini, creando un parco giochi per bambini e un chiosco,
recintandola, illuminandola di notte e affidandola ad un’associazione.
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