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ELEZIONI COMUNALI VERONA
FEDERICO DAL CORTIVO PER LA SICUREZZA
RASSEGNA STAMPA
Domenica 1 Aprile 2007 –da l’Arena
Un convegno ieri in Provincia
«Verona non è sicura ma Roma non investe per tutelare i cittadini»
Denuncia di Carroccio e sindacato Ugl
Verona non è una città sicura. Lo affermano gli esponenti della Lega Nord e
alcuni rappresentanti delle forze dell’ordine intervenuti al convegno sulla
sicurezza ieri nella Sala Rossa della Provincia.
Il trend in aumento di alcuni reati fatto registrare nel 2005 si conferma per il
2006, secondo il segretario provinciale del sindacato di Polizia Fsp-Ugl, Angelo
Calvario. «Aumentano i furti negli esercizi commerciali e nelle abitazioni,
quelli di auto, moto e biciclette, le rapine in banca, nelle abitazioni e per la
strada», spiega il poliziotto, «ma il governo continua a tagliare i fondi
necessari per garantire anche la sicurezza di chi opera sulle strade al servizio
dei cittadini». Calvario fa l’esempio dei giubbotti antiproiettile in dotazione
alla Polizia. «Siamo uno degli ultimi Paesi al mondo a essere ancora dotati di
pesantissimi e rigidi giubbotti con lastre metalliche, mentre ormai è dimostrato
che quelli in polietilene sono più resistenti, comodi e leggerissimi da
indossare».
L’assessore regionale Flavio Tosi sottolinea che «l’incontro fra politica e
forze dell’ordine è il modo ideale per poter operare scelte ragionevoli,
altrimenti si rischia di fare solo demagogia e non arrivano risultati concreti».
Tosi ha sottolineato che «Verona è agli ultimi posti in termini di sicurezza a
livello nazionale» e che ciò deriva da «un insufficiente controllo del
territorio e dai pochi investimenti del governo su un territorio che paga tanto
e riceve pochissimo». E conclude chiarendo che «i cittadini veronesi hanno il
diritto sacrosanto di vivere serenamente tutelati e in piena sicurezza».
L’onorevole Federico Bricolo chiede «certezza della pena come unico deterrente.
Chi riceve una condanna la deve scontare fino all’ultimo, senza indulti né
trattamenti di favore da parte dei magistrati nei confronti dei recidivi. Serve
un’azione più incisiva sulla microcriminalità diretta al cittadino onesto,
tartassato da uno Stato esoso che se la prende con la gente per bene e ignora i
disonesti. Basta con il buonismo nei confronti di nomadi che sfruttano i
bambini, vucumprà, accattoni ed ogni genere di delinquenza», conclude.
Il consigliere provinciale Enrico Corsi ricorda che da sempre la Lega è in prima
linea sul tema della sicurezza e che «i dati forniti dalle forze dell’ordine
dimostrano che la giunta Zanotto e lo stesso sindaco non dicono il vero,
affermando che Verona è sicura». L’assessore provinciale Matteo Bragantini
chiarisce che «la microcriminalità, a dispetto dell’appellativo, non è un
piccolo problema» e che «purtroppo i delinquenti danneggiano la qualità della
vita dei veronesi e non vanno in galera. Serve una svolta. La gente ha il
diritto di uscire la sera e di frequentare il centro e la periferia senza timore
e i commercianti devono sentirsi tutelati».
Il responsabile della sicurezza per la
Lega, Federico Dal Cortivo, disegna un quadro a tinte fosche dell0impatto con la
nostra città che un turista può avere dal suo arrivo alla stazione di Porta
Nuova, passando dalle ex Cartiere, da piazza Pradaval, volto San Luca, piazza
Renato Simoni, dai Bastioni, per finire a Boscomantico dove si concentrano i
Rom. Al convegno erano presenti gli assessori provinciali Giovanni Codognola e
Luca Coletto.
Roberto Ceruti
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