Sicurezza: come cambia la polizia locale

Intervengo come componente dell’Osservatorio per la Sicurezza del Sindaco Tosi, dopo che la Cgil aveva in questi giorni espresso forti perplessità sul ruolo svolto dalla Polizia Locale a Verona, evidentemente ancorata vecchi e logori schemi più politici, che sindacali. La Polizia Locale si è andata evolvendo in questi ultimi anni, di pari passo con la trasformazione delle autonomie locali. La Legge fondamentale che ha disciplinato per quasi vent’anni e che in parte lo fa tutt’ora l’azione della Polizia Locale è la n. 65/1986, detta “ Legge quadro sull’ordinamento della polizia municipale”. In essa venivano attribuiti ai Comuni le funzioni di Polizia Locale e si prevedeva che essi potessero organizzare un servizio di polizia municipale, con l’attribuzione, oltre alla vigilanza sull’osservanza delle leggi e dei regolamenti, funzioni di Polizia Giudiziaria, stradale e ausiliarie di pubblica sicurezza. Importante è, nel nostro caso, proprio la qualifica di Polizia Giudiziaria, derivante dall’applicazione dell’Art. 55 del codice di procedura penale (... “prendere notizie dei reati, impedire che vengano portati a conseguenze ulteriori, ricercare gli autori…) ed ex art. 327 del codice di procedura penale (“... il pubblico ministero dirige le indagini e dispone della polizia giudiziaria...” e quindi anche di quella locale). Non meno importante è la funzione “ausiliaria di pubblica sicurezza, che implica che gli agenti della PL possono collaborare con le altre forze di polizia per operazioni di ordine pubblico. Ritornando all’art 55 si può riassumere in tre le funzioni di polizia giudiziaria: attività d’informazione - d’investigazione - di assicurazione. In questi ultimi anni, nella realtà quotidiana si sono verificati molti cambiamenti, che di fatto hanno trasformato il ruolo della Polizia Locale, mandando in soffitta la vecchia ed inattuale figura del “vigile dispensatore solo di multe”. Con le leggi 142/1990 e 81/ 1993, si introdusse il principio di “autonomia degli enti locali” e di “elezione diretta del sindaco”, la portata di questi cambiamenti, pose le amministrazioni all’assunzione di un maggiore responsabilità verso i cittadini, in tema anche di sicurezza. Successive leggi, come il “ testo unico delle autonomie locali” contenuto nel Dlgs 267/2000, la legge costituzionale 3/2000 spianavano la strada a novità importanti per le Polizie Locali. Di fatto le Regioni, a prescindere da specifiche funzioni che restano a capo dello Stato, possono legiferare sulla Polizia Locale in modo determinante, il che implica un vasta trasformazione del concetto di Polizia Locale. Oggi i nuovi sindaci si debbono confrontare con il peso di responsabilità dirette, perché dai cittadini-elettori giungono sempre più pressanti le richieste di “maggior sicurezza”, rivolta proprio al referente politico loro più vicino, in tale ottica si andarono a sviluppare i primi “contratti per la sicurezza”, con l’obiettivo di mettere in relazione le esigenze dei comuni di occuparsi di sicurezza e la necessità dei prefetti di meglio utilizzare sul territorio la Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza: ci si rese conto dell’importanza di creare una sinergia tra tutte le istituzioni al fine di garantire la sicurezza dei cittadini al meglio. Come conseguenza , si andava a modificare in modo pregnante l’art 20 della legge 121/1981, dove venivano elencati i soggetti ammessi a partecipare al “comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico”, includendo anche la figura del sindaco ed il presidente della provincia. Quindi i Comuni venivano proiettati in prima linea con tutte le loro strutture. Oggi il ruolo della Polizia Locale, accanto ai tradizionali compiti, gioca un ‘importate funzione nell’azione di primo contrasto contro il degrado e la criminalità urbana, proprio la vigilanza di prossimità o di quartiere appartiene al bagaglio culturale della Polizia Locale, che conosce bene il territorio ed ha forse meglio di altri corpi di polizia il “polso della situazione”, nell’interesse della collettività, che manifesta ogni giorno un crescente bisogno di avere dei punti di riferimento, anche nel proprio quartiere, con tempi di risposta brevi, che vanno dalla segnalazione di un reato, a quella di un atto vandalico nel parco pubblico. Proprio in quest’ottica s’inquadra il programma di potenziamento voluto dal sindaco Tosi, che vedrà l’aumento dell’organico entro quest’anno, una migliore organizzazione delle delegazioni di quartiere, un impegno sul versante tecnologico più ampio, una sempre maggior attenzione alle necessità del Corpo , per metterlo in condizioni di operare al meglio sul territorio.

Federico Dal Cortivo OSSERVATORIO PER LA SICUREZZA DEL SINDACO



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