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Federico Dal Cortivo

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L'Arena di Verona, 8 mag 09


Italia: Sicurezza… non serve l’esercito

Ancora uno stupro selvaggio ai danni di una coppia di fidanzati alle porte di Milano, forse i soliti rumeni o di altra etnia, sta di fatto che nonostante le continue assicurazioni che provengono dal Viminale e dal pittoresco ministro della Difesa, in Italia la criminalità continua a farla da padrone. Ha un bel gridare Maroni con le sue ronde il cui impatto sul territorio è stato praticamente meno di zero e La Russa con i 1000 militari inviati alla spicciolata per le strade di alcune città, che la situazione è migliorata da quando il centrodestra è andato al governo. I fatti nella loro asettica realtà ci confermano ogni giorno che non è così. Tralasciando per non sparare sulla Croce Rossa le regioni meridionali in mano alla criminalità organizzata e dove l’azione dello Stato non è mai decollata, (camorra - mafia e n’drangheta ringraziano), abbiamo una microcriminalità sugli stessi livelli degli anni passati. Le cause, senza scomodare i sociologi sono facilmente individuabili: il territorio nazionale è terra di conquista per chi arriva grazie alle numerose smagliature alle frontiere, in second’ordine le forze impiegate sul terreno sono mal impiegate, peggio distribuite e poco coordinate, pur essendo numericamente le più consistenti a livello europeo. L’Esercito, che non ha mai ricevuto chiare regole d’ingaggio,serve solo come specchietto per le allodole,come a dire : ecco ci siamo.. il governo è vicino ai cittadini. Se poi un migliaio di uomini, ridotti alla metà per via dei turni, distribuiti in un contesto nazionale vasto e complesso come quello italiano non servono a nulla, poco importa, l’immagine è salva.Si è come al solito preferito lo spettacolo ad effetto, agli investimenti strutturali nel medio e lungo periodo nel settore sicurezza, denotando una mancanza di volontà reale per risolvere il problema alla radice. Ma su tutto basta e avanza la penosa figura rimediata di recente con la piccola Malta e il contenzioso che ne era scaturito per una nave carica di clandestini. E così alla fine di fronte alle rimostranze della piccola isola del Mediterraneo, Roma si è piegata ancora una volta, consentendo l’ingresso di centinaia di immigrati, molti dei quali andranno a breve a rimpolpare le fila della criminalità o a lavorare sottopagati nei campi del Sud o nella aziende del Nord Est. Si potrebbe continuare all’infinito nell’elencare la dabbenaggine, l’inefficienza, il solito pressapochismo sciatto che ha accompagnato anche questo governo nell’affrontare il serio e reale problema sicurezza sul suolo nazionale, dalle mancate risorse stanziate per il personale, alla scarsità di mezzi, all’armamento inadeguato ai tempi e necessità operative dell’oggi, mentre folli cifre sono spese ogni mese per mantenere i nostri contingenti all’estero dove fungono da “truppe coloniali” per gli interessi Usa.Alla Libia abbiamo regalato miliardi di euro e motovedette a costo zero,mentre in Afghanistan spendiamo circa un milione di euro al giorno, una cifra che se investita sul fronte interno permetterebbe sicuramente di raggiungere standard di efficienza notevoli Ed allora se Forze Armate e dell’Ordine non riescono a controllare frontiere e territorio in tempo di pace..., lancio una proposta provocatoria, perchè non sciogliere questi inutili corpi e affidarsi a qualche agenzia di “contractors” come la Blackwaters, con poche e chiare regole d’ingaggio e carta bianca…? Al cittadino contribuente alla fine costerebbe di meno con migliori risultati e non assisteremmo più alle penose scene dei barconi carichi di clandestini scortati in pompa magna dai nostri militari … Un “tutti a casa e rompete le righe” all’Alberto Sordi.

L'Arena di Verona, 7 mag 09


Incidenti sul lavoro il governo introduce la norma salva manager..

Un’altra iniziativa di questo governo iperliberista che a fronte delle innumerevoli morti sul lavoro vuole modificando in modo sostanziale l’attuale Dlgs.81/2008. Maurizio Sacconi, evidentemente non contento della “direttiva ministeriale “emanata nel settembre 2008, nella quale si minava l’opera di controllo degli enti preposti alla vigilanza e controllo sulla corretta applicazioni delle norme sulla sicurezza nei posti di lavoro, ha fatto approvare dal Consiglio dei Ministri del 27 marzo cm. uno schema legislativo che modifica in maniera incisiva la normativa vigente in materia di sicurezza. Sono ben 170 gli articoli modificati del Testi Unico n.81, che sostituì migliorandolo il già efficace Dlgs626/94 e con il quale si sperava di aprire una nuova stagione nel mondo del lavoro, ed invece si sta celermente tornando al tempo dei “padroni delle ferriere”. Le modifiche che mineranno la sicurezza dei lavoratori partono dal “dimezzamento delle sanzioni”-al rinvio della norma attuativa dell’elenco dei rischi da stress- alla deresponsabilizzazione degli Ispettori del Lavoro-alle visite preassuntive ai lavoratori espressamente vietate dall’art 5 dello Statuto dei Lavoratori. Ma il colpo di grazie a tutta l’impalcatura è l’introduzione dell’articolo 10 Bis, che va a introdurre, di fatto, l’esclusione della responsabilità al massimo livello dell’azienda, qualora fossero individuate colpe collegate all’azione svolte da livelli più bassi fino ad arrivare al lavoratore. In pratica un vero e proprio “salvacondotto per manager”, che se le modifiche passeranno, diverranno intoccabili, lodo Alfano docet.In dettaglio dovrebbe avvenire questo: la responsabilità del datore di lavoro è esclusa se l’evento è imputabile a preposti, progettisti, medico competente, fabbricanti, ma soprattutto “lavoratori”, infatti qualsiasi anche pur lieve inosservanza da parte del lavoratore farà ricadere su di lui la colpa, liberando in questo modo il datore di lavoro.( può capitare che sia comandato a eseguire mansioni di non sua competenza, e allora che fare? Rifiutarsi e così esporsi a facili ricatti, oppure eseguire e in caso d’infortunio assumersi la colpa? In questo punto bisogna esser chiari perché il rischio è che il subordinato in quanto tale sia costretto a eseguire le direttive che gli sono impartite, salvo poi scaricare su di lui la colpa di quanto potrebbe accadere o sui quadri intermedi dell’azienda ,e solo in caso remoto l’imprenditore sarebbe portato sul banco degli imputati. Il caso Thyssen di questi giorni è emblematico, dove il pm Raffaele Guariniello ha chiesto l’imputazione di “omicidio volontario con eventuale dolo” per l’amm, delegato Espenha, cioè al vertice dell’azienda multinazionale, che però grazie a Sacconi rischia di essere prosciolto e si dovranno cercare i pesci piccoli, magari arrivando al paradosso di incolpare le stesse vittime del tragico rogo. In tutto questo s’inserisce anche l’Inps che nella sua circolare n 27 del febbraio 2009 riguardante le “attività di vigilanza e prevenzione”si uniforma a quanto già stabilito da Sacconi nella sua direttiva del 18-9-2008,in altre parole depotenziare il potere degli ispettori, che dovranno intervenire solo in modo mirato(?) e breve…”in una nuova logica di collaborazione con gli imprenditori”….Ovvero non vanno disturbati più di tanto e possibilmente avvertiti prima di essere ispezionati.


Federico Dal Cortivo